Guardare la Memoria è ormai un’industria, piuttosto che un’azione civile. E prendere le misure, misurare l’ampiezza, di uno dei temi più usati e abusati dall’industria dello spettacolo non è semplice.
Claude Lanzmann (1925–2018), l’autore del mitico documentario Shoah, aveva chiaramente messo in guardia sulla possibilità di rappresentare la Shoah nelle opere di finzione: “La finzione narrativa è una trasgressione. Sono convinto che rappresentare una cosa del genere sia un’azione che dovrebbe essere proibita”.
Proprio partendo dall’avvertimento terribile e inascoltato di Lanzmann, Holofiction, un film coraggioso, scomodo e inquietante del berlinese Michal Kosakowski ha segnato alla ottantaduesima edizione della Biennale Cinema un punto di svolta.
Inutile attendersi qualcosa di inedito, perché la rappresentazione visiva della Shoah avviene attraverso il montaggio di migliaia di frammenti estratti da film e produzioni televisive realizzate tra il 1938 e i giorni nostri. Un lavoro realizzato attingendo a un enorme archivio di più di tremila opere narrative, consente un esame critico della rappresentazione e della riproduzione nel corso del tempo dello sterminio di massa.
“Il mio film – spiega il regista – ricostruisce l’immagine dell’Olocausto attraverso immagini tratte interamente da film e serie TV. La Seconda guerra mondiale e l’Olocausto sono tra gli eventi più frequentemente rappresentati nella storia del cinema. È proprio la tensione tra l’appello di Lanzmann e l’esistenza di un vasto corpus di rielaborazioni narrative che ha ispirato la mia ricerca e ha portato a un film sperimentale composto da rappresentazioni che secondo Lanzmann non avrebbero mai dovuto essere realizzate. Mi interesso da tempo ai temi della Seconda guerra mondiale e dello sterminio. Con Holofiction, il mio obiettivo è raggiungere soprattutto un pubblico più giovane, spesso distante da queste storie in un mondo definito dalle rapide mutazioni e dalla radicalizzazione. Con la scomparsa dei testimoni oculari, sono urgentemente necessari nuovi modi per ricordare. Holofiction è stato realizzato nell’ambito di Dark Tourism, progetto multimediale in dieci parti che esplora la cultura della memoria attraverso film, fotografia e installazioni”.